domenica 13 novembre 2016

Conchiglierie: un'improbabile collezione


Avrei dovuto avviare il racconto sulle Conchiglierie quando ancora ero nel bel mezzo dell'esperienza, perchè in questi due mesi di scuola, fiera e corsi, quel particolare stato d'animo fresco di vacanza si è alterato e mi trovo ora in difficoltà a rievocarlo.
L'idea nacque a Jesolo, la prima settimana di settembre (quella famosa prima vera vacanza, in cui i bambini hanno lasciato i miei nervi distendersi). 
Avevo con me Design for embroidery - a fine arte approach, un libro un po' datato regalatomi da Silvia, con fotografie di lavori che di per sè forse lasciano perplessi, ma che contiene un approccio alla creatività assolutamente liberatorio. Grazie Silvia!
Detto veramente in soldoni, Diana Springall propone di esercitarsi a disegnare con le proprie capacità e con tecniche di estrema sintesi un oggetto, imparando a guardarlo sotto punti di vista differenti e poi ad analizzare il proprio disegno selezionandone parti, modificandolo e progettando idee da applicare al tessile. La mia personale traduzione del monito implicito di Diana è quello di agire per regalarsi del tempo per pensare e, soprattutto, per maturare il coraggio per farlo. Rubando il titolo a Danny Gregory... Imparare a prendersi una Creative License: Giving You The Permission To Be The Artist You Truly Are. Senza pretenziosità. Per divertimento, motivazione e costruzione o conoscenza di sè.
Così mi misi a raccogliere le conchiglie, perchè avevano attratto la mia attenzione in quanto numerose e per la forte presenza del colore nero. Ma le conchiglie sono state un pretesto. Avrei potuto concentrami su qualsiasi altra cosa. Ho scelto forse la più ovvia e la più scontata, ma l'esercizio si è rivelato produttivo e questa è una gran cosa.
Dal momento che era stato principalmente il colore a motivarmi, seguii la strada del colore, raccogliendo e facendo raccogliere ai bambini non conchiglie belle, grandi ed elaborate, ma... Quelle conchiglie, o frammenti, che contenessero il colore che mancava a completare una determinata gamma. Se lo racconto è perchè, dovete sapere, vengo da un passato di rigorosa catalogazione scientifica. Per una settimana ho catalogato conchiglie non per specie o generi o famiglie, ma per colore.
Quando eravamo giovani (ehm... più giovani), io e le mie sorelle studiavamo l'evidente perdita di senno delle madri, scoprendola proporzionale al numero di figli. Tre sono un bel numero per celebrare il mio decadimento cerebrale e ora sguazzo con gioia nella mia irrazionalità.
Dunque io e la mia squadra cercavamo color-conchiglie. Accoglievo con gran serietà anche i frammenti di 2 mm che mi portava Alfredo e a casa (nel bungaletto), allineavamo i resti di quelle povere bestiole litigandoci i pezzi.


Ho fatto ovviamente tante altre cose al mare. Non ultima quella di premeditare l'omicidio della dirimpettaia di ombrellone, che, nonostante i suoi tre figli, ostentava consapevole un fisico e la prestanza degna di una modella.
Mi sono comprata un costume intero... Nero.
Tornata a casa, già sapevo che avrei rubato alle conchiglie i colori per qualche iniziale. E il primo esperimento fu di estrarre, dal mucchio delle conchiglie, i colori per una iniziale fiorita. Gli House of embroidery acquistati da tempo si agitavano nella scatola gridando a gran voce quanto fossero azzeccati per quel progetto e li accontentai volentieri, perchè le loro mutevoli sfumature davvero vibravano in sintonia. Per chi abita nei pressi di Verona e fosse interessato, acquisto questi bei filati sudafricani nel laboratorio di Rossella, Manufacta, che tra le altre cose insegna ai bambini il ricamo e insomma... Che bellezza!


Trovo interessanti questi filati perchè, pur essendo industriali, riescono ad evocare tinture naturali.
L'alfabeto è sempre il Rouyer 254, ma, per chi esce dal mio corso sulle iniziali fiorite, faccio notare che l'ho ridotto a 7 cm, riducendo il numero di fiori e, leggermente, la dimensione di alcuni di essi.
Non fui soddisfatta dal risultato. Eppure a Villa Buri e ad Abilmente tanti lodarono quei colori autunnali... Divertente, no? Deve essere una questione di pigmenti naturali e prima o poi troverò qualche spiegazione utile.


Dall'insoddisfazione nascono le idee migliori e una mattina (o era pomeriggio, o sera, ma non importa) mi svegliai di colpo con l'idea dei campionari, che vi racconterò meglio nel prossimo capitolo... Conchiglierie: degli improbabili campionari.

6 commenti:

  1. PRECIOSO!!!
    Y ESOS TONOS ME ENCANTAN.
    SALUDITOS

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  2. hola sra. elisabetta sus letras son hermosisimas. me encanta su tecnica
    con mi cariño desde mi corazon en cristo jesus
    carmen

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  3. Sono i colori che preferisco e trovo magnifico che tu li abbia adottati per questa cifra

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